Riforme della scuola: perchè falliscono?


1227È cosa ormai ben risaputa e documentata: nonostante i vari interventi di presunta riforma scolastica, la scuola negli ultimi anni ha costantemente perso in efficienza. Perché le riforme sono fallite?

Sarò breve e conciso.

  1. Innanzitutto perché si vuole riformare la scuola partendo dall’alto, cioè dalle università, per poi procedere in modo globale (contemporaneamente su più livelli scolastici), scoordinato (senza seguire una sequenza logica) e troppo rapido. Ogni ristrutturazione per essere fattibile deve partire dalla base e procedere progressivamente verso il vertice, indi la scuola va riformata partendo dagli asili, facendo in modo che chi è partito con la vecchia struttura continui e finisca con quella, mentre chi parte con la nuova avanzi e finisca con questa. Un esempio pratico: ipotizziamo 15 anni scolastici, ci vorranno 15 anni per riformare tutto il sistema, ne uno di più ne uno di meno.
  2. In secondo luogo perché si agisce quasi esclusivamente sugli aspetti formali, dimenticandosi che se questi agiscono sull’efficacia, per l’efficienza è necessario preoccuparsi di ben altre cose e cioè di tutto ciò che forma l’essenza della scuola: gratificazione del personale, ampia disponibilità di mezzi didattici, aggiornamenti professionali retribuiti, assistenza psicologica per alunni e docenti, meritocrazia formativa, adeguati metodi e mezzi di valutazioni, informatizzazione di tutti i processi gestionali e didattici, eccetera.
  3. In terzo luogo perché invece di motivare allo studio, si è caduti nell’equazione demotivante “obbligo formativo uguale diritto alla promozione”. Un obbligo forma sempre e solo un dovere, indi logica vuole che “obbligo formativo” sia equivalente a “dovere di studiare”. La promozione non può essere vista come un diritto: è e deve restare una conquista.
  4. Poi perché si scarica sempre e solo sui docenti la responsabilità dei risultati scolastici. I docenti devono operare nel rispetto di leggi, disposizioni e regole alquanto vincolanti e restrittive, devono lavorare arrangiandosi con dotazioni strumentali e didattiche tutt’altro che ottimali. Si dice che c’è chi riesce comunque a ottenere validi risultati, si vero, si tenga però conto che, ferme restando le dotazioni, lo stesso docente probabilmente ottiene risultati diversi di anno in anno: le classi non sono tutte uguali, una strategia di successo può diventare perdente l’anno successivo, per cambiarla e adeguarla alle mutate condizioni potrebbe non bastare la buona volontà e la dedizione del singolo docente.
  5. Infine perché se, nel gioco dello scaricabarile, si passa oltre il livello dei docenti, la colpa viene data ai dirigenti i quali a loro volta sono assoggettati alle stesse limitazioni già viste per i docenti. Non si arriva quasi mai alla sorgente vera del problema: il sistema scolastico.
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Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 6 gennaio 2014, in Sistema scolastico con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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