Archivio mensile:novembre 2014

Interessare gli alunni


sogni“Ho fatto vedere loro un filmato molto interessante, ma loro si sono annoiati”.

 “Ho passato il pomeriggio a valutare decine di articoli per sceglierne uno da proporre ai miei alunni e poi la risposta è stata zero”.

 “Gli alunni di oggi sono demotivati e disinteressati”.

 “Con gli adulti è più facile”.

 Sono alcuni esempi di frasi molto comuni tra chi insegna, frasi che esemplificano situazioni assai frequenti e reiterate, frasi che, però, mettono in evidenza anche un atteggiamento didattico obsoleto (la pretesa di decidere per conto degli alunni) e che, purtroppo, il sistema, attraverso la schedulazione dei programmi e dei tempi di studio nonché l’estensione dell’obbligo scolastico, ha reso cronico e insuperabile anche da parte di chi avrebbe la visione più aperta verso la metodologia didattica vincente.

 Non è la scuola o il docente a dover decidere cosa è interessante e proficuo per gli alunni, ma devono essere gli alunni a farlo, la scuola e il docente devono sfruttare le scelte dei discenti per guidarli, e sottolineo “guidarli”, verso l’acquisizione degli obiettivi didattici e sociali definiti.

 L’insegnante non può essere un travasatore di contenuti e nemmeno un costruttore di contenuti, l’insegnante è e dev’essere il coordinatore del processo di auto apprendimento. La scuola non può essere la prigione delle intelligenze, la scuola è e dev’essere l’ambiente in cui tali intelligenze trovano la libertà più ampia per esprimersi, agire e crescere!

 Per dirla con le parole di Paolo Perticari: “l’insegnante impara, il discente insegna.”

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SAPERE (9) _ GIOVANNI ZAMBIASI


E’ l’obbligo scolastico la giusta strada per la vera formazione? Basta obbligare per formare? Cinquant’anni fa i fatti sembravano a favore di un si, oggi, però, la cose sembrano assai diverse, perchè? E’ il sistema che non regge più? E’ l’obbligo ad essere sbagliato? Qual è la vera formazione? Come si ottiene formazione? Queste ed altre le domande che sarebbe opportuno fare e farsi, perchè le cose non possono continuare così come stanno andando.

Circolo Scrittori Instabili

Osservava il bambino da giorni e, piano piano, cominciava a capire. Erano molti anni che si occupava di problemi connessi all’età evolutiva, ma mai aveva visto qualcosa di simile.
Il ragazzino era concentratissimo, stava disegnando quello che vedeva. Il panorama sul lago sotto di loro rifletteva di luce blu le montagne sull’altra sponda, creando un effetto spettacolare, in contrasto con il verde dei prati che scendevano fino alla riva.
Nei giorni precedenti aveva osservato Andrea senza capire il perché della sua ostinazione a non voler apprendere come tutti i suoi coetanei, il suo rifiuto della scuola e dell’insegnante.
Eppure la maestra, giovane e simpatica, era anche gentile e preparata, come in pochi altri casi aveva trovato. Ma Andrea non ne voleva sapere di stare in quella classe dove si parlava di storia e matematica, italiano e geografia.
A lui piaceva osservare il mondo e imparare dalla realtà che lo circondava…

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