Archivio mensile:marzo 2016

Stimolare la #creatività


IMG_0003Muri bianchi quasi completamente occupati da mensole in legno, libri, tanti libri, libri d’orni genere, quelli d’informatica, quelli di scienze, quelli di montagna, altri di grafica, altri ancora di subacquea, poi quelli vecchi dell’ITIS, i trofei delle giovanili gare di sci, la stampante 3D in costruzione, piccoli oggetti vari sparsi un poco ovunque a riempire gli spazi vuoti. Al di sotto, appese ai muri, alcune fotografie rievocano momenti di vita.

Nel mezzo della stanza due tavoli formano un’isola, su di essi un computer e due stampanti, qui, seduto su di una grande e comoda poltroncina nera, gli occhi fissi allo schermo, le mani staticamente e delicatamente appoggiate alla tastiera, sto lavorando ad uno dei miei articoli. Da diversi giorni metodicamente dopo la colazione mi sforza di trovare il verso giusto della storia, scrivo qualcosa, ci penso, lo rileggo, penso ancora e… insoddisfatto cancello per poi restare attonito a guardare il foglio inesorabilmente bianco nell’attesa d’una ispirazione che sembra volersi fare gioco di me: prima debole s’insinua nella mia mente, poi, mentre la digito, velocemente svanisce e al suo posto rimane il nulla, un vuoto rumoroso e colorato ma di sorditi suoni e fosche tinte, suoni e tinte, sensazioni evanescenti che scorrono più veloci della luce.

IMG_0951Ah, la luce, dov’è quella luce che serve allo scrittore, dove sono le immagini, i suoni, gli stimoli sensoriali necessari alla produzione? Spariti? Introvabili? Cupamente nascosti nell’oscurità degli angoli più bui della mia stanza, e del mio cervello, della mia mente.

Passano i giorni e la scena si ripete sempre uguale: io, la mia stanza, il mio computer, i bianchi muri, le mensole, l libri, i piccoli oggetti, l’ispirazione sfuggente, il foglio inesorabilmente vuoto. Oggi piove, dalla finestra vedo le nere nuvole che si rincorrono nel cielo, a tratti gli scrosci d’acqua riempiono il silenzio, all’improvviso un fulmine percorre il limitato paesaggio. Un tuono mi scosta dai miei nulli pensieri, rimbomba nella testa insieme al fremito dei vetri dallo stesso provocato, un’esplosione mentale rimbalza da un orecchio all’altro e violentemente risale nell’ammasso materiale che nel mezzo risiede, una scossa emotiva mi percorre dalla testa ai piedi. Che sto facendo? Perché sono così bloccato? Soprattutto, perché ancora ho ignorato quella tecnica che conosco e che permette di recuperare le informazioni, non può forse utilizzarsi anche per recuperare le idee?

O fulmine geniale, o musa del tuono, pensato e fatto, provato e risolto, le idee raccolte nel giro di pochi minuti, le parole che ora scorrono veloci e dalla mente si trasferiscono senza sosta sullo schermo fissandosi permanentemente nella base dati invisibile del documento elettronico. Articolo finito, con soddisfazione immediatamente pubblicato. Ispirazione notevole un tuono ha scritto nella mia mente. Nei mesi a seguire con notevole soddisfazione la sperimento più volte cambiando anche il contesto, la faccio provare, ne valuto potenzialità e confini ed ora… ora eccomi qua pronto a condividerla con altri, a trasmetterla, a insegnarla: “Creatività stimolata” un corso in apparenza per artisti ma invero utile, se non necessario, anche a tanti altri, oserei dire a tutti.

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