Archivio mensile:aprile 2016

#Didattica moderna e riforma della #scuola


1237Le più evolute e recenti metodiche dell’insegnamento fanno del docente una figura molto diversa da quella classicamente riconosciuta, non più colui che trasferisce ai discenti il sapere, bensì colui che guida i propri alunni all’autoapprendimento delle competenze. Affinché tale contesto possa però dare il meglio di se stesso, il primo passo educativo-didattico dovrebbe essere quello dell’imparare ad imparare, contestualmente affiancato dall’imparare ad amare l’imparare e dall’imparare l’autonomia e la responsabilità. Purtroppo, ad oggi, la nostra scuola, per constatazione stessa di diverse esperti in materia, fin da subito, è terreno assai fertile del sentimento nettamente opposto: odiare l’imparare. I docenti sono stati e vengono costantemente formati (obbligati a formarsi) anche in funzione di queste nuove visioni dell’insegnamento, ma questo è tutt’altro che sufficiente per cambiare la scuola, serve una radicale rivoluzione, un cambiamento che parta dalle più alte sfere dirigenziali, spesso più preoccupate della burocrazia che della didattica, sovente più attente alle apparenze piuttosto che all’essenza, raramente coinvolte nell’aggiornamento imposto ai propri docenti, quasi per nulla assoggettate agli stessi obblighi formativi, serve una ristrutturazione che, al contrario di ogni riforma scolastica proposta, abbozzata o/e adottata nell’ultimo ventennio, parta dal basso, cioè dalla scuole dell’infanzia: è assolutamente insensato ricostruire la casa partendo dal tetto, specie quando le fondamenta sono assolutamente carenti e marce.

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Sommariamente…

Una scuola moderna deve cambiare completamente il proprio paradigma didattico: deve svincolarsi dall’attuale rigidità strutturale che impone ai discenti precisi tempi evolutivi e li suddivide in classi d’età; deve realmente tenere in debita considerazione il tanto decantato (e altrettanto disatteso) concetto dei “tempi personali d’apprendimento”; deve consentire una crescita armonica in contesti di pari interessi e pari capacità (ambedue spesso indipendenti dall’età); deve consentire la stimolante possibilità di operare in gruppi eterogenei (per età, interessi, livello culturale, preparazione scolastica); deve attivare tutte le possibili forme d’insegnamento a distanza.

Una scuola moderna deve, con il necessario cambiamento della vita e della struttura sociale in genere, anche completamente modificare il proprio paradigma sociale: pieno e costante coinvolgimento dei genitori; concessione ai discenti di ampi spazi d’autonomia più o meno totale, sia nella definizione del proprio percorso didattico che nella gestione della propria giornata scolastica; adattabilità alle esigenze di ogni singolo discente il quale ha il diritto di perseguire i propri obiettivi formativi e seguire il proprio percorso didattico senza doversi necessariamente sobbarcare lunghi trasferimenti o assoggettarsi a cambi di residenza, quantunque provvisori.

Una scuola moderna abbisogna necessariamente di un cambiamento dei paradigmi giuridici: riesame attento (eliminazione?) dell’obbligo alla scolarizzazione che ha palesemente prodotto solo scaldabanchi e diminuito il livello formativo dei giovani adulti; ristabilimento di una visione semplice e chiara delle responsabilità senza premi lobbistici alle compagnie assicurative e senza induzione di comportamenti quali il richiedere rimborso per prevedibili incidenti dovuti a propri sconsiderati atti volontari al grido di “tanto sono assicurati” (che si ricollega all’importante ruolo educativo della scuola all’autodeterminazione e all’autocontrollo); recupero dell’autonomia operativa delle scuole, oggi troppo vessate da limitazioni giuridiche e da procedure burocratiche che, lungi dall’averne a che fare, al contrario ostacolano i risultati didattici, il coinvolgimento globale in attività didattiche ed extradidattiche di tutte le persone che vivono nella o intorno alla scuola (discenti, genitori, docenti, eccetera), la corretta gestione dei tempi formativi e sociali.

Ovviamente il cambiamento, pena l’inapplicabilità dello stesso (anche a causa delle comprensibili reticenze che andrebbe a produrre), dev’essere progressivo e senza sconvolgere le dinamiche già instaurate: chi ha iniziato il proprio percorso scolastico col vecchio sistema lo concluda, seppur inserendo comunque nuovi strumenti e nuove formulazioni didattiche, col vecchio (il già esposto concetto di partenza dal basso, dalle fondamenta).

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La foglia #EdI #PEARL


Continuiamo il percorso di avvicinamento ad EdI.

FogliaLa foglia identifica certamente la natura, il verde, le piante, il bosco, in tempi più recenti è stata adottata come simbolo dell’ecologia intesa come rispetto della natura.

L’ecologia, in forma ed etimologia ben più antica di quella oggi più diffusamente nota e utilizzata, è anche un costrutto della psicologia: l’identificazione di atteggiamenti personali e/o sociali proiettati verso il raggiungimento di un dato obiettivo con il massimo risparmio delle energie singole e comunitarie. È a questo significato che noi di PEARL ci siamo collegati pensando EdI e quale migliore simbolo potevamo quindi adottare se non quello della foglia?

Certo siamo andati oltre, EdI non è solo ecologia comportamentale, ad essa si abbinano altri importanti tratti somatici e, pertanto, al suo marchio identificativo si aggiungono ulteriori simbologie, ma questa è una storia che affronteremo fra qualche giorno.

#MappeMentali il contributo di Luca Pricolo #MindMap


Luca è stato uno dei miei allievi ad un recente corso di “Apprendimento Veloce” organizzato dal Centro San Clemente di Brescia. Arrivato che già usava le mappe mentali ne abbiamo approfondito la conoscenza e compreso l’utilizzo nell’ambito dell’ottimizzazione dello studio. Sta utilizzando le mappe mentali anche in un contesto alquanto particolare (la chimica) in apparenza poco adatto ad essere mappato. Sono ben felice di ricevere e pubblicare questo suo interessante contributo, un feedback assai importante per me e, spero, per voi.

Grazie Luca!



Ho iniziato ad interessarmi alle “Mappe Mentali” circa un anno fa, quando ero alla ricerca di un metodo di studio che mi consentisse di prendere appunti velocemente e che fosse similmente efficace per riorganizzarli ed ampliarli. Dopo aver letto diversi testi a riguardo, ho deciso di partecipare ad un corso di “Apprendimento Rapido”, che mi ha consentito non solo di approfondire le mie conoscenze sulle “Mappe Mentali”, ma che mi ha anche modo di migliorare il metodo di studio e la gestione del tempo.

Ciò che colpisce delle mappe mentali è la facilità nell’utilizzarle e, soprattutto, la versatilità, che consente loro di essere utilizzate in ogni ambito. Personalmente, lavoro e studio ogni giorno con le mappe mentali ed i risultati sono davvero evidenti: sono molto più concentrato nel prendere appunti, più organizzato nello studio e ho ridotto notevolmente i tempi di ripasso. Consiglio a tutti di utilizzare le mappe mentali per ottimizzare il metodo di studio e la gestione del tempo e del lavoro.

La lettura di testi sulle mappe mentali può essere interessante, ma la partecipazione ad un corso consente di padroneggiarle e di avere un diretto rapporto con il docente, dal quale si possono ottenere risposte chiare ed immediate, che fanno davvero la differenza.

Mappa di Luca Pricolo

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Mappa di Luca Pricolo

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