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Quali mete per il 2020


Sul finire di un anno è classico, e infatti lo stanno facendo in molti, tirare le somme e porsi degli obiettivi, dei propositi, per l’anno entrante, e allora eccomi qua anch’io, ecco qua le mete che mi sono prefissato, in particolare quelle che ho abbinato a questo mio blog.

  1. Avviare la pubblicazione dei micro-moduli didattici
  2. Ampliare l’e-shop
  3. Attivare il crowdfunding su Patreon
  4. Completare e pubblicare almeno uno dei tre libri sportivi a cui sto lavorando

Un viaggio faticoso


L’avvio di un nuovo servizio professionale è per me paragonabile a un viaggio e come ogni viaggio presenta momenti di esaltazione, momenti di stanca e momenti di depressione, come ogni viaggio crea fatica e dona piacere.

Così l’avvio dei servizi didattici di PEARL, con la complicità della migrazione che ho fatto al mondo Linux, sta facendomi soffrire parecchio: strumenti da reperire, provare, valutare e poi, una volta scelti, studiare; procedure da definire; materiale da elaborare. Insomma, tante cose che si accavallano e si sommano fra loro e con quelle già in essere, una mole di lavoro per la quale non esiste allenamento che tenga: pian piano ti erode, giorno dopo giorno ti toglie le forze.

Un viaggio alquanto faticoso, molto più delle mie corse in montagna, persino più dei miei tentativi di percorrere in unica tappa il sentiero 3V: centotrenta chilometri di montagna per un dislivello di novemila metri in positivo e in negativo. D’altra parte un viaggio che, parallelamente all’altro qui sopra menzionato e come quello, tenacemente porto avanti e intensamente voglio portare alla sua debita conclusione.

La migrazione a Linux, per la precisione Mint, è sostanzialmente terminata, rimangono alcuni aspetti che tostamente non si lasciano risolvere ma ormai posso lavorare sufficientemente bene. Recentemente ho provato il programma scelto per la produzione dei video, l’hardware di registrazione è in lista desideri pronto per essere ordinato; l’elenco dei primi micromoduli da produrre è pronto e la piattaforma per il crowdfounding è stata individuata (emh invero sono due, basate su due modalità completamente diverse e sto ancora decidendo su quale lanciarmi), individuate anche le piattaforme su cui pubblicare i video. Cosa resta da fare?

I… videoooooo

Beh, dai, tutto sommato poca roba, quattro o cinque micromoduli che possano dare una precisa idea di quello che verrà e fare da supporto alla campagna di reperimento fondi: una buona parte del materiale prodotto verrò messo a disposizione gratuitamente e pertanto non potrà autofinanziare il tempo necessario a produrlo.

Pant, pant, quanta fatica, quanto dolore e… quanta bellezza!

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