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Logica linguistica: libertà di opinione


0270Fino ad una ventina di anni addietro rarissimamente m’era capitato di sentirla, poi, parallelamente alla diffusione degli ambienti di discussione on-line e, forse, della relativa (apparente) possibilità di rendersi ignoti, l’affermazione è apparsa sempre più spesso arrivando a essere un vero e proprio mantra difensivo o addirittura preventivo per tutti coloro che parlano o scrivono senza sentire l’esigenza d’essere realmente preparati su quello che trattano.

“C’è libertà d’opinione” eccolo qua il grido liberatorio, il baluardo su cui fondare la propria comunicazione, il proprio atteggiamento nella rete o addirittura nella vita.

Verissimo che c’è libertà di opinione ma…

  • come detto nel precedente articolo di questa serie non si deve confondere opinione con giudizio;
  • bisogna rendersi conto che proprio questa libertà comporta il parallelo dovere di opinionare in modo informato;
  • sarebbe opportuno evitare di dire o scrivere stupidate;
  • se si dicono o scrivono scemenze è poi quantomeno ridicolo prendersela con chi l’ho fa notare.

Insomma…

C’è libertà di opinione, ma non quella di esprimere tutto quello che passa per l’anticamera del proprio cervello!

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La lampadina #EdI #PEARL


LampadinaDopo una lunga involontaria e forzata pausa, riprendiamo il viaggio di EdI, difficile a questo punto dire se potrà mai vedere effettivamente la luce, ma, come stimolo e fiduciosa speranza, voglio comunque svelarvi questo segreto progetto procedendo con la spiegazione della simbologia grafica che ne identifica il marchio.

Abbiamo parlato del quadrato, del cerchio, della linea e della foglia, non resta che esaminare i significati che può assumere l’ultimo simbolo che ci riguarda: la lampadina.

La lampadina è fonte di luce e la luce è generata dall’energia termica prodotta dal passaggio di una data corrente attraverso un sottile filamento. Si può anche compiere un breve viaggio cognitivo e, come da tanto tempo hanno fatto i fumettisti, traslare le parole luce ed energia verso la nostra mente, la lampadina viene così a identificare l’idea e, più specificatamente, l’idea che sorge improvvisa, l’illuminazione creativa che è fonte d’ingegno.

Ingegno, la i maiuscola di EdI.

Logica linguistica: opinione o giudizio?


IMG_0951Prima attivo partecipante di alcuni Newsgroup, poi i forum di cui sono diventato pure moderatore e amministratore, a seguire l’intensa attività nelle comunità on-line e nei social network, al tutto aggiungiamoci i tanti anni di lavoro come formatore aziendale e docente, insomma ho di certo una lunga esperienza delle dinamiche sociali, sia di quelle in presenza che di quelle in remoto, nel contesto di tale esperienza ho potuto osservare il reiterarsi e, nel tempo, il diffondersi di atteggiamenti comunicativi piuttosto particolari (e fondamentalmente errati), in particolare la sempre minore consapevolezza del proprio linguaggio, del significato delle proprie parole, dei costrutti logici che regolano e costruiscono la frase, il suo messaggio, la trasmissione e la ricezione, da qui l’idea di sviluppare un serie di mini articoli improntati alla logica linguistica.

Partiamo con quella che è la principale confusione che viene fatta e che, combinandosi con la pur corretta (ma a sua volta fraintesa) affermazione “c’è libertà di opinione” e tutte le sue derivate, poi comporta incomprensioni o litigi, specie se i discorsi sono focalizzati, più o meno direttamente, su delle persone: l’errato concetto di opinione, spesso reso sinergico o addirittura coincidente con quello di giudizio o di preferenza.

Per poter essere il più generico e chiaro possibile farò degli esempi banali e mi concentrerò su quello che, come ho detto poco sopra, è il pomo della discordia: i discorsi sulle persone. Prima però è opportuno richiamare una regola fondamentale della comunicazione: spetta chi apre un discorso cercare di fari capire al meglio e verificare che il suo messaggio sia arrivato a destinazione così come lo si voleva trasmettere, se così non fosse spetta a lui ripeterlo in modo diverso e così via fino a pieno recepimento del messaggio voluto; nell’ambito della comunicazione (in particolare di quella assertiva, ma è comunque una regola generale) frasi del tipo “non capisci” sono assolutamente sbagliate, il corretto atteggiamento è quello del “mi sono spiegato male”.

Opinione

Esprimere un pensiero avulso da ogni forma di valutazione, sia essa esplicita che implicita, sulle persone e sul loro operato: “non mi piacciono le mele”; “il mare mi annoia”; “a mio parere potremmo procedere in questo modo”, “io faccio così perché mi ci trovo meglio”. Mantenendosi nel contesto delle opinioni un discorso mai potrà degenerare in litigio.

Giudizio

Esprimere un pensiero valutativo: “le tue mele fanno schifo”; “il mare di quella regione è gestito molto male”; “le vostre proposte sono assurde”; “io faccio così perché considero inutile fare come fate voi”. Un giudizio non richiesto o seppur richiesto non supportato da evidenze inappuntabili sempre porterà a criticità comunicative.

Preferenza

Esprimere una scelta tra due o più possibilità, implicitamente comporta pur sempre una valutazione seppure smorzata: “preferisco le sue mele”; “al mare di quella località preferisco quello di quell’altra”; “preferirei procedere nel modo che vi ho esposto io”. La preferenza è una situazione di mezzo: a seconda di come viene espressa può essere recepita come opinione o come giudizio.

Interferenze

“Walk in the mashup side!"

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